L’Intenzione è il primo passo per la materializzazione

C’è una vera e propria scienza dietro alla materializzazione. La studio da molto tempo approfondendo argomenti di fisica quantistica, psicologia, sociologia, spiritualità. Mettendo insieme i vari puntini ho costruito una narrazione di come funziona il nostro universo che inizia dall’attivazione di un meccanismo motore, quel qualcosa che chiamiamo Big Bang.

La scienza delle Intenzioni

Vuoi sapere di cosa è composta la benzina che alimenta il motore universale? Si tratta né più né meno che delle intenzioni. Un’intenzione è qualcosa che conosciamo bene, simile a un proposito, a un desiderio. Ma è qualcosa di leggermente diverso. Nel desiderio c’è un certo grado di incertezza: desidero, infatti, qualcosa che non ho. In un’intenzione decido di raggiungere un obiettivo, eliminando il dubbio e prendendo una ferma posizione nello spazio e nel tempo. Gli effetti di questa presa di coscienza sono incredibili. Ma veri.

Sappi, infatti, che ogni volta che vorrai manifestare un certo tipo di realtà, fai leva sulle caratteristiche dell’intuizione. Trasformi in quel momento un potenziale in potenza. Il percorso è semplicissimo. Seguimi. Quando vuoi manifestare qualcosa, devi averne innanzitutto l’intenzione. Questa innesca, o se vuoi perturba, il Campo Potenziale nel quale sei immerso. Quello che io chiamo Campo Potenziale, la fisica lo chiama Campo di Punto Zero, che è il più basso livello di energia di un sistema.

Il Campo del Punto Zero è un oceano di vibrazioni microscopiche che, in tutto l’universo, riempono lo spazio esistente tra tutto ciò che è costituito di materia e che fino a pochi anni fa era ritenuto vuoto. Oggi la scienza ha scoperto che il vuoto non è tale. Che il nulla non esiste, ma ha una sua “composizione”.

Questo Campo è la vera base del nostro Universo, un mare di energia pulsante in cui ogni elemento (quindi anche l’uomo) è connesso con qualsiasi altro attraverso una fitta ragnatella invisibile. La caratteristica del Campo di Punto Zero è che è costituito da particelle e antiparticelle virtuali. Perché virtuali? Perché non sono identificabili direttamente. Giusto per approfondire un pizzico in più, posso accennare che, dal principio di indeterminazione di Heisenberg deriva che il vuoto è permeato da un mare di fluttuazioni quantistiche che creano coppie di particelle e anti-particelle virtuali, le quali si annichiliscono in un tempo inversamente proporzionale alla propria energia. Il contributo complessivo all’energia del vuoto risulta, così, diverso da zero.

Quando esprimiamo un’intenzione, ciò che facciamo è andare a “perturbare” questo Campo portandovi una “tensione interna” in grado di manifestare un potenziale. La caratteristica di un potenziale è che è “positivo” e quindi, non solo è maggiore allo zero, ma ha la preziosissima capacità di essere attrattivo verso le altre particelle che sono in risonanza con quella specifica intenzione. Facile no?

A quel punto aspettiamoci magie!

Un’intenzione ferma e radicata nel tempo è, dunque, attrattiva a tal punto da accumulare una massa capace di far decadere quel gruppo di particelle dal loro stato virtuale al loro stato reale. Ed ecco come nascono i nostri pensieri che non sono altro che la prima manifestazione, nel qui e ora, della nostra intenzione.

Le intuizioni

La forma più sublime del pensiero è l’intuizione, che sono pensieri nella loro forma più libera, fluida. Possiamo sviluppare intuizioni con alcune tecniche. Tra queste la più accessibile e conosciuta, forse, è la Mindfullness.

Le idee portano nel sé il messaggio di chi sei, di chi hai imparato ad essere e, da ora in poi, di chi hai intenzione di essere. Ai pensieri seguirà il loro ordinamento, la capacità di metterli in ordine e di dare forma a logiche compiute, a ragionamenti via via più cristallini. E’ questo il livello dell’informazione, che è l’azione di distribuire il messaggio matrice custodito nell’intenzione originaria. Questo meccanismo, ad esempio, informa le nostri atomi, le molecole e le cellule di cui siamo composti.

Azione di dare forma, questo vuol dire informazione. Diamo forma quando immaginiamo qualcosa nella sua realizzazione, quando stabiliamo come devono essere le cose, come vogliamo realizzarle, poco prima di agire per farlo. Ed è così che passiamo all’ultimo livello, quello dell’interazione, quando cioè mettiamo in movimento il motore, lo acciamo entrare in gioco e interagire con l’ambiente. A quel punto possiamo valutarne gli effetti e ricavarne un feedback sulla sua adeguatezza.

Come esseri umani ci muoviamo in coerenza con le nostre intenzioni e poi, via via, attraverso gli altri passaggi della manifestazione, intuizione, informazione e, finalmente, nell’interazione ci muoviamo nello spazio e nel tempo per agirne il messaggio.

Da un livello all’altro scambiamo il messaggio originario, quello portato dall’intenzione, lo alimentiamo affinché risuoni in noi e fuori di noi, così che, alla fine del percorso, quando agiamo, lo facciamo mettendone in pratica il contenuto. Letteralmente lo materializziamo.

E quando l’azione è coerente con l’informazione, quando l’informazione è coerente con i pensieri e questi con le intuizioni, quando l’intuire è in coerenza con l’intendere, è allora che il potenziale si trasforma in potenza.


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